Il repertorio di "Wanda la carrellista" si è formato attraverso tutto il materiale accumulato, in oltre otto anni di spettacoli, sui palchi, palcoscenici, pedane e predelle della Romagna e dintorni, dal personaggio della Wanda. I testi risentono dell'esperienza sul "palco", e la comicità è quella schietta e sincera di chi per campare lavora sodo, espressa nel linguaggio del più tranquillo e scanzonato parlato italiano-romagnolo, che risente di quanto il pubblico abbia saputo insegnare, riguardo a ritmi, pause e tempi della narrazione. Wanda, parla di se', femmina e/o operaia, del rapporto, sempre appassionato-passionale, con gli uomini, ma anche di ciò che vede attorno e che vive ogni giorno. Sempre esilaranti, scritti da Marco Bo-schi, Roberto Pozzi, M. Pia Timo (tutti rappresentanti della Metallurgica Viganò) e da Stefania Timo, i monologhi risentono di questa duplicità di genere "sessuale", facendo di Wanda un personaggio, seppure credibile ed autentico, del tutto irreale, che spazia dal maschio alla femmina (restando sempre donna a tutto tondo), dalla catena di montaggio al mascara, dal prosaico al romanti-co, ma sempre rigorosamente in odore di "fonderia" e di piadina e Sangiovese.
Dal maggio 2003 "Wanda la carrellista" sta percorrendo i primi timidi passi, calzando rigorosamente la scarpa anti-infortunio d'ordinanza, sui teleschermi italiani. Questo il resoconto delle sue prime esperienze televisive nella trasmissione Bull Dozer - Rai 2.