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Il
repertorio di "Wanda la carrellista"
si è formato attraverso tutto il materiale accumulato, in oltre
otto anni di spettacoli, sui palchi, palcoscenici, pedane e predelle
della Romagna e dintorni, dal personaggio della Wanda. I testi risentono
dell'esperienza sul "palco", e la comicità è
quella schietta e sincera di chi per campare lavora sodo, espressa nel
linguaggio del più tranquillo e scanzonato parlato italiano-romagnolo,
che risente di quanto il pubblico abbia saputo insegnare, riguardo a
ritmi, pause e tempi della narrazione. Wanda, parla di se', femmina
e/o operaia, del rapporto, sempre appassionato-passionale, con gli uomini,
ma anche di ciò che vede attorno e che vive ogni giorno. Sempre
esilaranti, scritti da Marco Bo-schi, Roberto Pozzi, M. Pia Timo (tutti
rappresentanti della Metallurgica Viganò) e da Stefania Timo,
i monologhi risentono di questa duplicità di genere "sessuale",
facendo di Wanda un personaggio, seppure credibile ed autentico, del
tutto irreale, che spazia dal maschio alla femmina (restando sempre
donna a tutto tondo), dalla catena di montaggio al mascara, dal prosaico
al romanti-co, ma sempre rigorosamente in odore di "fonderia"
e di piadina e Sangiovese.
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