La Wanda racconta il suo debutto
«La tivù vista dal di dentro»
Andare
in televisione, io mi son proprio goduta a
pollo. Un’emozione... un’agitazione. Un nervoso! Già prima ancora di partire.
Cosa mi porto dietro? I capelli? Il trucco? Boh!
Allora voglio dare due consigli a quelli che devono andare in televisione nei prossimi giorni. Lasciate pure a casa gli asciugamani e il bagnoschiuma che in albergo ci sono, mo' portatevi le ciabatte e il fón che quelli non ci sono.
Portatevi dietro una giacchina
da mettere sulle spalle che negli studi, come entri, specie a venire da fuori,
è un freddo boia, che tengono l'aria condizionata a busso. Però va bene così,
perché poi quando sei sotto tutti quei fari e riflettori c’è un caldo che ti si
scioglie il colore e ti finisce la pressione sotto i tacchi.
Potete fare a meno di andare
dal parrucchiere, perché lì c’hanno il Truccoparrucco, che fa tutto lui. Ti
gonfia i capelli come un caspone di tamaresi, e ti fa due occhi marroni che
sembri un panda gigante (non la macchina: l’orso!). Quando mi sono guardata nello specchio, mi son presa paura! C’ho
fatto: «’Scolta, Truccoparrucco, vedi di dare una bella scancellata a ‘sti
morloni che mi hai messo sulla faccia, e una sgonfiata ai capelli. A vedere se
cominciamo a ragionare».
Alla
fine, però, è andato tutto liscio, perché la televisione, a farla come m’è
capitato a me, non è mica tutto ‘sto gran che. È come andare in giro coi miei
amici della «Metallurgica Viganò». Quand’è il mio turno vado su e attacco a
spararne una attaccata all’altra.
Il pubblico ride, applaude.
Solo che in televisione è più un casino perché devi farli ridere e applaudire
tanto, se no dicono che non sei andata bene, «Non sei televisiva!», però non
devi farli ridere e applaudire troppo, perché se no superi i tuoi tre minuti e
allora ti tagliano, «Non sei televisiva!».
A me mi sa che mi tagliano.
Sarò radiofonica, sarò! Io non
ci sono mica abituata a far ridere col cronometro, a far partire una battuta e
pregare che ridano, sì, mo’ poco a m’aracmánd!
Però un bel morettino, tutto
muscoli e canotta che lavora lì, un mulettista degli studi, che guida un
carrello preciso preciso al mio, m’ha detto di non preoccuparmi che sono andata
bene, che prima o poi mi ci abituo anch’io a farlo in fretta. Io l‘ho guardato
nelle palle degli occhi e c’ho fatto capire chiaro e tondo che la Wanda non
l‘ha fatto in fretta neanche ai tempi degli scioperi a singhiozzo... «Fa mo’
te!».
Ci siamo trovati d’accordo su
tutta la linea. Abbiamo salutato tutti, m’ha caricato sul suo carrello e siamo
partiti alla scoperta di Milano bai nait.
La Wanda in tivù la potrete
seguire su Bulldozer, Rai Due, da settembre tutti i mercoledì sera alle 22.30
circa